15/10/2011
LIBRANDO-Aperitivi letterari: incontro su Bulgakov
Grazzanise - Nell’accogliente saletta dell’oratorio dell’Annunciata ha avuto luogo, questo pomeriggio, il previsto incontro letterario della serie LIBRANDO-Aperitivi letterari dell’Associazione Tre Grazie.
La dott.ssa Enza Famiano ha svolto delle riflessioni sul romanzo Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, contestualizzandolo nel periodo storico degli anni trenta dell’Unione Sovietica, illustrandone la trama attraverso la lettura di pagine scelte ed estrapolando i temi principali dell’opera.
Il romanzo è considerato uno dei capolavori della letteratura mondiale. Bulgakov, nato nel 1891 e morto all’età di 49 anni nel 1940, ha scritto numerose opere di narrativa e teatro, molte delle quali sono state pubblicate postume. Il Maestro e Margherita è il romanzo che gli ha dato fama in Occidente dove pervennero clandestinamente le parti censurate.
In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1967.
Enza Damiano, laureata in lingua e letteratura tedesca ed esperta di letteratura russa ne ha parlato davanti a un uditorio attento e interessato.
E’ seguito, come sempre, un momento conviviale
frates
23:24
Scritto da: ezzel (Webmaster)
in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: bulgakov, libri, damiano | OKNOtizie |
Facebook
18/09/2011
I poeti non scrivono gialli, di Björn Larsson
Björn Larsson: I POETI MORTI NON SCRIVONO GIALLI ((Una specie di giallo)
Traduzione di Katia De Marco
360 pagine; 17 euro
Iperborea
Nato a Jönköping nel 1953, Björn Larsson è filologo, traduttore, critico, docente di francese presso l’Università di Lund, persona semplice e gradevolissima, cortese e disponibile, oltre che intrepido navigatore. A bordo di un Rustler ha steso gran parte de La vera storia del pirata Long John Silver. Nei successivi, fortunati suoi romanzi e saggi, Il Cerchio Celtico, Il porto dei sogni incrociati, L’occhio del male, La saggezza del mare, Il segreto di Inga, Bisogno di libertà e Otto personaggi in cerca (con autore), a partire dal ’98 tutti tradotti in italiano da Iperborea, egli dimostra di saper miscelare con straordinaria abilità thriller, evocazione di antichi miti, passione, chiaroveggenza, spirito d’avventura, sentimento, finezza di linguista, spessore di filosofo, gusto per la storia e consapevolezza delle più scottanti problematiche del nostro tempo.
Il tutto stagliato su un fondale d’esuberante amore per la libertà, a garanzia d’ineguagliabili aromi.
Non di rado si ha l’impressione che, a mo’ di celtico druido, Björn voglia concretamente “iniziarci” - attraverso la “porta stretta”, ma impagabile, dell’intimo colloquio personale - ai segreti della propria “fucina”.
Le questioni che di volta in volta senza fronzoli egli pone, e talora risolve (talaltra lascia fecondamente aperte), sono in effetti di natura solida ed empirica, antimetafisica, sgombre da intralci o carabattole intellettualistiche, e zoomano direttamente (senza la ritardante mediazione di farraginose “teorie”) sul mestiere dello scrittore e, da lì, sulla vita.
L’ultimo suo romanzo, I poeti morti non scrivono gialli, non delude chi da anni sa riconoscere in Larsson una lucida e incorruttibile stella fissa nel contesto d’un firmamento letterario via via più opaco e melmoso. Anzi, è esattamente questo specifico universo “professionale”, in penosa decadenza, ad alimentare l’articolato dibattersi della storia.
Con cadenza dolce ed elegante, ovvero saggiamente intervallata da concise ma appassionanti argomentazioni metaletterarie sulla poesia, in quanto pratica creativa e fine godimento fruitivo, Larsson, ci conduce, attraverso una sciolta spirale di piacevolissime digressioni, al fattaccio che, prima ancora della cinquantesima pagina, ci folgora e spiazza, giocando la sorte di uno fra i suoi personaggi più riusciti, quelli in cui l’autore ama forse “riflettersi”: Jan Y. Nillson, potenziale ed effimero protagonista di una storia che proprio sul più bello lo trascenderà, ma di cui ci eravamo già innamorati senza condizioni e con sicuro intuito, in virtù delle particolari doti intellettuali e morali al suo riguardo riferite - non di rado tali da indurci a tenerezza -, ovvero grazie agli umanissimi difetti in fin dei conti destinati a rendercelo intimo: amico.
In una malinconica sera di febbraio, l’editore Karl Petersén raggiunge il porto di Helsingborg. Ha con sé una ventiquattrore in cui attendono impazienti una bottiglia d’ottimo champagne e un appetitoso contratto per il noto quanto spiantato poeta Jan Y. Nilsson, lirico “puro” amante della Verità, a cui Karl ha chiesto di scrivere nientemeno che un giallo a dir poco esplosivo, sicuro bestseller già venduto a otto prestigiosi editori europei.
Il “poeta” accetterà di firmare quel documento? Si piegherà alle basse leggi di un mercato che ha sempre snobbato, lui, rigorosamente teso verso una poesia alta ed essenziale? Vorrà risollevare quel particolare genere narrativo dalla mediocrità in cui è caduto?
La risposta irrompe inattesa quanto definitiva: Petersén trova Jan Y. impiccato a bordo del peschereccio in cui viveva.
Il commissario Barck, “poliziotto-poeta” in cerca di editore, in un primo momento sembra non aver dubbi: i poeti di norma si uccidono, non vengono uccisi.
Ma i conti non tornano: troppi dettagli sulla scena del crimine smentiscono categoricamente una tale evidenza. In più, i motivi per far fuori Jan Y. non mancano, a cominciare dal lauto compenso che egli avrebbe presto incassato dalla pubblicazione del romanzo e dal materiale scottante sull’alta finanza che quelle robuste pagine, sostenute da prove scientifiche e schiaccianti, erano pronte a denunciare.
Le indagini del commissario coinvolgono dapprima alcuni indiziati “senza alibi né movente”, poi Tina Sandell, da parecchi anni musa e forse amante di Nilsson, infine il suo intimo amico, nonché noto giallista, Anders Bergsten, a cui Petersén sta per affidare l’incarico di terminare il manoscritto incompiuto.
Qualcuno, però, ha deciso che quel romanzo non deve uscire…
Nell’età dell’oro dei thriller, Björn Larsson scrive “una specie di giallo” - che è un gioco letterario di raffinata ironia e autoironia -, per indagare l´essenza stessa della scrittura e della vocazione artistica.
Nella sferzante satira di un mondo editoriale istericamente alla ricerca dell’ennesimo successo di cassetta, soltanto un “poliziotto-poeta” appare in grado di scoprire le associazioni nascoste, per rivelare l´inatteso e afferrare le verità che si celano oltre le apparenze.
Gianni Bergamaschi
18:12
Scritto da: ezzel (Webmaster)
in Recensioni | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: larsson, bergamaschi, libri | OKNOtizie |
Facebook
27/02/2011
"Se questo è un uomo" alla riflessione della Tre Grazie
Grazzanise - Un insperato uditorio ha fatto da cornice al primo appuntamento della nuova iniziativa della Associazione Tre Grazie, LIBRANDO - Aperitivi Letterari.
Si tratta di una serie di incontri al cui centro è il libro come strumento di conoscenza, di riflessione, di dibattito ma anche di socializzazione, visto che al termine c'è il momento conviviale.
Un'altra particolarità è il fatto che non si tratta della solita presentazione di un libro da parte del proprio autore (ci saranno anche questi momenti) ma sono i soci o gli amici dell'Associazione a presentare le loro riflessioni su testi di loro scelta.
Così è avvenuto ieri, 26 febbraio 2011, con l'analisi e il commento al libro di Primo Levi "Se questo è un uomo", ad opera della prof.ssa Tina di Cecio, nella saletta dell'oratorio dell'Annunciata gremita di pubblico.
La "relartrice" ha presentato gli antefatti che diedero origine alla tragedia della Shoah, le tappe biografiche di Levi e l'analisi e il commento del suo libro più famoso, il tutto con un largo ausilio di materiale iconografico e opportune slides testuali, con la lettura di brevi brani effettuata da alunni del Liceo S. "Pizzi". Molto interessante la parte finale con l'individuazione di lessico e metafore comuni all'Inferno di Dante.
E' seguito un scambio di riflessioni con l'uditorio e la serata si è conclusa davanti a un buffet di dolci preparati per l'occasione, con la
soddisfazione di tutti, particolarmente del Coordinatore dell'Associazione, Mattia Parente, che aveva introdotto e concluso la parte culturale.
Presente, tra gli altri, il Comandante del IX Stormo, il Col. Pil. Marino Francavilla e signora, di recente nominato Socio Onorario del sodalizio.
Prossimo appuntamento il 19 marzo con la prof. Clea de Francesco che si intratterrà sulla poetessa Alda Merini ("La mia vita più bella della Poesia").
frates
14:55
Scritto da: ezzel (Webmaster)
in Eventi | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: levi p., shoah, libri | OKNOtizie |
Facebook
21/02/2010
Aspetti banali della vita assurgono a riflessione filosofica nel libro di Gentile
Giovedi 18 febbraio u.s., l’Associazione culturale “Tre Grazie” - Grazzanise, presso l’Aula Magna della Scuola Media Statale “F. Gravante”, ha presentato, alla presenza dell’autore, con il saluto del coordinatore prof. Michele Petrella e l’introduzione dello scrivente, il volume “ Delle arti e dei Mestieri” di Alfredo Gentile – Liberodiscrivere edizioni.
Alfredo Gentile (Caserta 1970), autore esordiente e “hobbista” della scrittura, dotato della singolare dote di saper cogliere i più piccoli dettagli e trasmetterli viventi al lettore, nel suo testo di racconti brevi, esprime “visioni di mondi”, descrive “brevi punti di vista”, narra “le essenze dei personaggi”. “Racconta un tutt’uno attraverso immagini apparentemente slegate, con la tecnica del cammeo letterario, per poi provare a forgiarle direttamente nella mente del lettore” .
I suoi personaggi sono alcuni esercenti comuni mestieri e professioni (gommista, fotografo, informatore scientifico, ecc) che solo apparentemente costituiscono i protagonisti del libro. In realtà essi sono funzionali ad un’esigenza organizzativa del testo, alla ricerca estrema di una pista su cui spaziare per esprimere il proprio punto di vista sul quotidiano e su cui ospitare il confronto del lettore. Ci riesce egregiamente, grazie alla familiarità degli oggetti di osservazione e ad uno stile linguistico esaustivo, nel significare il concetto, al punto che nessuna forma alternativa è ricercata e/o desiderata da chi legge.
Così, aspetti scontati della vita quotidiana, particolari apparentemente banali, assurgono, col Gentile, a momenti di riflessione filosofica, a dimostrazione che la migliore interpretazione e/o comprensione della vita risiede nel vivere il presente. E’ questa caratteristica che cogliamo, preponderante, nell’autore. Essa gli consente la scoperta di ricchezza di contenuto anche là dove la descrizione delle cose sembra esaurirsi nella mera percezione visiva.
Il presente, tuttavia, non solo inteso quale dimensione temporale in cui calarsi, ma anche come dimensione ideale di vivibilità, che consente la percezione piena della realtà.
Così recita ad un certo punto il racconto “Lo spazzino”:
“. . . Adesso questo tempo è passato, non ve n’è l’ombra.
Seduti alla guida di un autocompattatore, i miei colleghi ed io, preleviamo azionando una leva ciò che si è consumato nelle vostre case e lo trasportiamo lì, dove altri hanno deciso che sia giusto portarlo.
Un tempo avrei conosciuto la bottiglia di latte della sarta del paese, la signora Evelina, le calze rotte di mastro Giovanni, le bottiglie della taverna all’angolo della strada, i pacchetti vuoti di nazionali senza filtro dell’ultimo giocatore del circolo.
Invece adesso piloto a distanza, vado a fantasia. Cerco di lavorare e non vi cerco, poiché non vi conosco. …” .
“Delle arti e dei mestieri” ha l’indubbio merito di liberare il lettore e renderlo protagonista, rassicurandolo sul rischio di risultare banale riflettendo su aspetti della vita che a volte, solo apparentemente, sembrano scontati, ma che in realtà nascondono significati profondi.
Mattia Parente
11:29
Scritto da: ezzel (Webmaster)
in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: cultura, libri, gentile alfredo, parente mattia, petrella michele | OKNOtizie |
Facebook



