Sabato 9 febbraio 2013, ore 19.00, presso l’Ex Libris Palazzo Lanza 

 C.so Gran Priorato di Malta –  CAPUA

Sarà presentato l’ultimo libro del

 Prof. Giammichele Abbate

 Dal titolo

 Educare per la cittadinanza

 

Introduzione

Dott. Mattia Parente

Coordinatore TRE GRAZIE

 

Relazione

Prof. Giammichele Abbate

Autore

 

L’evento sarà preceduto dall’assemblea dei soci durante la quale sarà presentato il nuovo Coordinamento e il programma delle attività per il 2013. La serata terminerà con una cena sociale allietata da un gruppo di musica popolare.

IMG_7877b.jpgGrazzanise – Ha avuto luogo ieri sabato 14 aprile 2012, presso l’Aula Magna dell’IAC “F. Gravante”, la prevista presentazione del libro di Antimo Giacinto Petrella “A quel paese… ovvero le avventure di Giovannino“, appena pubblicato da Zona Editrice.
L’evento rientrava nella serie degli Aperitivi letterari Librando dell’Associazione Culturale Tre Grazie il cui Coordinatore, dott. Mattia Parente, ha introdotto la serata e moderato i lavori.
Si sono occupati del libro secondo diverse sfaccettature la Sig.ra Giovanna Pezzera (La Gazzetta di Caserta), il prof. Franco Tessitore (grazzaniseonline) e il prof. Giuseppe Rotoli, illustre critico e poeta nonché Presidente degli Amici della Musica di Pignataro M.
Era presente, ovviamente, anche l’autore della pubblicazione, il prof. Petrella.
Numeroso il pubblico accorso a questo ulteriore appuntamento con le attività della Tre Grazie che in questo periodo si susseguono a ritmo settimanale.
La serata è stata allietata dall’esibizione del locale gruppo musicale Thanks Swing & Bossa Quartet project (Antimo Russano: basso elettrico, Angelo Cirillo: piano, Roberto Orsomando: batteria; Franco Petrella: sax).
Il libro del prof. Petrella sarà presentato martedì prossimo presso la Libreria Guida di Caserta.
In conclusione si riportano alcuni concetti espressi dai relatori.IMG_7888b.jpg
Giovanna Pezzera: “Giovannino [il protagonista, ndr] ripone troppa fiducia nelle persone che gli dovrebbero essere da guida affidandosi al suono delle parole che gli vengono rivolte piuttosto che al loro senso e successivamente, con l’andare avanti degli episodi, è come se con il cambiamento del suo atteggiamento volesse conquistarci  ed in certo qual modo ‘convincerci’ dimostrando una prontezza inaspettata nel trovare soluzioni realistiche in situazioni in cui invece potrebbe soccombere ulteriormente“.

Franco Tessitore: “Riconosco all’autore un’ottima capacità di scrittura. ha uno stile elegante, una elevata proprietà di linguaggio, una notevole corretteza formale, un andamento scorrevole che lungi dall’essere facile e sciatto denota una padronanza sicura del mezzo espressivo“.

Infine il prof. Rotoli: “La contemporaneità è segnata dal vivere in superficie, lo strumento fondamentale di conoscenza è il corpo, l’istinto e attraverso l’istinto si entra nella fascia dell’inadeguatezza. Giovannino diventa simbolo della neutralità dell’uomo d’oggi che guarda al passato ed è spaventato dal futuro… il sesso e la morte gli fanno utilizzare gli stessi stilemi sia quando è ragazzo che quando è maturo… Giovannino non riesce a distinguere tra il ruolo e l’essere e mostra una forte povertà di linguaggio, non usa più di cinquecento vocaboli, a testimoniare che parla a una sola dimensione…
Giovannino è un ragazzo della borghesia – aggiunge l’autore – che usa il suo linguaggio“.

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Le foto sono di Paolo Raimondo

damiano.jpgGrazzanise – Nell’accogliente saletta dell’oratorio dell’Annunciata ha avuto luogo, questo pomeriggio, il previsto incontro letterario della serie LIBRANDO-Aperitivi letterari dell’Associazione Tre Grazie.
La dott.ssa Enza Famiano ha svolto delle riflessioni sul romanzo Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, contestualizzandolo nel periodo storico degli anni trenta dell’Unione Sovietica, illustrandone la trama attraverso la lettura di pagine scelte ed estrapolando i temi principali dell’opera.
Il romanzo è considerato uno dei capolavori della letteratura mondiale. Bulgakov, nato nel 1891 e morto all’età di 49 anni nel 1940, ha scritto numerose opere di narrativa e teatro, molte delle quali sono state pubblicate postume. Il Maestro e Margherita è il romanzo che gli ha dato fama in Occidente dove pervennero clandestinamente le parti censurate.
In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1967.
Enza Damiano, laureata in lingua e letteratura tedesca ed esperta di letteratura russa ne ha parlato davanti a un uditorio attento e interessato.
E’ seguito, come sempre, un momento conviviale

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Giovedi 18 febbraio u.s., l’Associazione culturale “Tre Grazie” – Grazzanise, presso l’Aula Magna della Scuola Media Statale “F. Gravante”, ha presentato, alla presenza dell’autore, con il saluto del coordinatore prof. Michele Petrella e l’introduzione dello scrivente, il volume “ Delle arti e dei Mestieri” di Alfredo Gentile – Liberodiscrivere edizioni.

 

IMG_5476b.JPGAlfredo Gentile (Caserta 1970), autore esordiente e “hobbista” della scrittura, dotato della singolare dote di saper cogliere i più piccoli dettagli e trasmetterli viventi al lettore, nel suo testo di racconti brevi, esprime “visioni di mondi”, descrive “brevi punti di vista”, narra “le essenze dei personaggi”. “Racconta un tutt’uno attraverso immagini apparentemente slegate, con la tecnica del cammeo letterario, per poi provare a forgiarle direttamente nella mente del lettore” .

I suoi personaggi sono alcuni esercenti comuni mestieri e professioni (gommista, fotografo, informatore scientifico, ecc) che solo apparentemente costituiscono i protagonisti del libro. In realtà essi sono funzionali ad un’esigenza organizzativa del testo, alla ricerca estrema di una pista su cui spaziare per esprimere il proprio punto di vista sul quotidiano e su cui ospitare il confronto del lettore. Ci riesce egregiamente, grazie alla familiarità degli oggetti di osservazione e ad uno stile linguistico esaustivo, nel significare il concetto, al punto che nessuna forma alternativa è ricercata e/o desiderata da chi legge.

Così, aspetti scontati della vita quotidiana, particolari apparentemente banali, assurgono, col Gentile, a momenti di riflessione filosofica, a dimostrazione che la migliore interpretazione e/o comprensione della vita risiede nel vivere il presente. E’ questa caratteristica che cogliamo, preponderante, nell’autore. Essa gli consente la scoperta di ricchezza di contenuto anche là dove la descrizione delle cose sembra esaurirsi nella mera percezione visiva.

Il presente, tuttavia, non solo inteso quale dimensione temporale in cui calarsi, ma anche come dimensione ideale di vivibilità, che consente la percezione piena della realtà.

Così recita ad un certo punto il racconto “Lo spazzino”:

“. . . Adesso questo tempo è passato, non ve n’è l’ombra.

Seduti alla guida di un autocompattatore, i miei colleghi ed io, preleviamo azionando una leva ciò che si è consumato nelle vostre case e lo trasportiamo lì, dove altri hanno deciso che sia giusto portarlo.

Un tempo avrei conosciuto la bottiglia di latte della sarta del paese, la signora Evelina, le calze rotte di mastro Giovanni, le bottiglie della taverna all’angolo della strada, i pacchetti vuoti di nazionali senza filtro dell’ultimo giocatore del circolo.

Invece adesso piloto a distanza, vado a fantasia. Cerco di lavorare e non vi cerco, poiché non vi conosco. …” .

“Delle arti e dei mestieri” ha l’indubbio merito di liberare il lettore e renderlo protagonista, rassicurandolo sul rischio di risultare banale riflettendo su aspetti della vita che a volte, solo apparentemente, sembrano scontati, ma che in realtà nascondono significati profondi.

 

Mattia Parente