Ora che il compito ritorna in classe
dopo lo scempio di una penna impietosa,
rossa come gli occhi di satana,
dopo che il docente ha calpestato
i tuoi semi opachi,
il frutto del tumulto
di sangue e di pizzini,
il tre in latino ti avvicina all’abisso
e lì intravedi
i cadaveri della tua indolenza,
la tua nudità, mentre indifferenti
sull’aipod danzano le dita.

da La cenere in bocca (LietoColle, 2009)

Questa mia poesia, di 12 versi in una sola gittata strofica, risulta complessa e complicata e descrive l’indifferenza dell’alunno della società contemporanea dopo un insuccesso, dopo un inizio di fallimento, forse.
Il compito di Latino non è andato bene, è pieno di erroracci segnati dal rosso fuoco della penna del docente, che è visto come satana, cioè come il Male per antonomasia. Già questa iniziale comparazione la dice lunga sul come gli insegnanti sono spesso percepiti: portatori di malessere, di disgrazie, perché sono rimasti gli unici a porre limitazioni ad una educazione, si fa per dire, senza più privazioni, ma sempre più segnata dall’edonismo e dalla subalternità colpevole dei distratti e distolti genitori.
La similitudine della penna con gli occhi di satana è un’immagine insolita e originale perché richiede uno sforzo da parte del lettore nel concentrarsi sulla punta della penna rossa: una penna che lascia il marchio sul foglio e sicuramente sull’anima dello studente. Ad un livello più profondo pare che il poeta voglia mettere in guardia gli insegnanti stessi da un uso eccessivo della penna rossa per i risvolti che questa ha nella formazione dei pilastri della personalità, fino a diventare un totem e un tabù insieme.

La parte centrale della poesia induce a credere che lo studente abbia lavorato moltissimo sulla traduzione e vi abbia infuso sangue e passione: ‘il frutto del tumulto/di sangue’ (vv 6 – 7). Ma l’allocuzione successiva ‘e di pizzini’ smonta e distrugge l’idea dell’arduo impegno e cede il campo all’idea di disimpegno, di furbizia con il ricorso alla copia da foglietti scritti in precedenza e nascosti nei luoghi più impensabili. Qui i pezzetti di carta sono diventati ‘pizzini’ al fine di convogliare deliberatamente il senso dell’immoralità, dell’imbroglio della copiatura.
Questi pizzini sono il simbolo di una mentalità tutta italiota della truffa, della mistificazione e dell’apparenza. Non importa a nessuno, né allo studente, né alla famiglia, né alla scuola e nemmeno alla società che si copi un compito, un’idea, un progetto:tanto siamo nell’era del ‘copia e incolla’ elettronico. Non conta il sapere o il saper essere, conta sapere imbrogliare. Ma in questa truffa all’intelligenza e allo spirito creativo è un danno che paghiamo tutti, l’intera comunità nazionale, perché è un furto alla fiamma della creatività, tant’è che da subito lo studente ne paga le conseguenze nefaste e si vede già cadavere, mentre una parte di questo zombi, le dita, autonomamente e meccanicamente continuano a muoversi su un nuovo aggeggio infernale l’ipod, prodotto dalla rivoluzione di Silicon Valley.

A ben rileggere la poesia, si ha la sensazione di un quadro quasi surreale generato dal meccanismo immaginifico, con la costruzione binaria della strofa, che avanza a duplice locuzione e duplice immagine. In questo andamento il lettore può avvertire un senso di spiazzamento continuo, perché mentre si dispone ad accogliere un’immagine, subito dopo è disorientato dall’altra che subentra dal tenore opposto. In più la scomparsa dell’io e la presenza di un indefinito tu completa il processo di spaesamento, proiettando il lettore in un territorio sconosciuto del sapere, che non è verificabile lungo l’asse del ragionamento logico, ma solamente percepibile sul piano delle viscere e delle impressioni.

Prof. Giuseppe Rotoli

Pubblichiamo il testo della lettera che il Coordinatore dell’Associazione ha inviato al sito Primapaginaitaliana come risposta ai rilievi avanzati nei giorni scorsi da un corrispondente che si è firmato con lo pseudonimo di Pasquino

In riferimento alla lettera del 31/12/09 dal titolo: TRE GRAZIE “IMPASTOIATA” DALLA POLITICA, a nome di un fantomatico “Pasquino”, quale coordinatore dell’Associazione Culturale Tre Grazie sono costretto, mio malgrado, a rispondere alle numerose e ripetitive domande, pur non avendo alcuna simpatia per coloro che non hanno il coraggio di presentarsi. Lo faccio per salvaguardare l’operato del Coordinamento che, insieme a me, ha operato in questi due anni, poiché è questo il periodo criticato dallo scrivente.

– L’A.C.T.G non è assolutamente “impastoiata” dalla politica, è stata ed è libera e indipendente; nel corso dei suoi diciotto anni di vita ha avuto cinque coordinatori, anzi quattro, perché io sono un “ripescato” dopo sette o otto anni durante i quali sono stato un semplice iscritto, quindi quando lei afferma che nel passato è stata “guidata per anni da coordinamenti capaci e creativi, ricca di idee e iniziative” salva anche il mio precedente coordinamento, quello che condanna sono gli ultimi due anni. Niente male, non si può essere d’accordo su tutto e sempre.

– Lo scopo per cui è nata l’A.C.T.G non era quello di “divertirsi” e divertire perché la cultura e l’ organizzazione di attività comporta fatica, tempo, sacrificio, non divertimento; le opportunità sono state comunque create.

– Mi fa piacere che fino a due anni fa i coordinamenti sono stati “ben guidati e rappresentati da coordinatori attenti e capaci . assumendo un profilo operativo che non deve dare adito a qualsivoglia interpretazioni politiche”. Se avere la collaborazione o il patrocinio dell’amministrazione comunale per alcune attività dà adito a interpretazioni politiche, allora sempre l’A.C.T.G è stata “impastoiata” dalla politica perché anche nel passato e con i precedenti coordinatori e con le passate amministrazioni alcune manifestazioni sono state sponsorizzate, questo non vuole dire che l’A.C.T.G. sia stata strumentalizzata dalla politica, allora come adesso.

– Perché nel 2008 “si sono dimessi ben quattro consiglieri”. Lo deve chiedere a loro. Io so che in seguito alle dimissioni, largamente motivate di un consigliere, sono seguite a catena quelle di altri tre. Il coordinatore non si è dimesso per motivi vari che non sto ad elencare, ma anche perché due o forse tre dei consiglieri dimissionari hanno affermato per iscritto che le loro dimissioni non erano dovute a sfiducia nei confronti del suo operato; pertanto, così come recita lo statuto, i dimissionari sono stati sostituiti dai primi soci non eletti che, all’unanimità, hanno espresso la fiducia al coordinatore.

– Non so perché la filodrammatica ha deciso di non continuare un’ attività già iniziata. Mi è stato detto che per il 2010 non sarebbe stata realizzata alcuna commedia per sopraggiunti impegni lavorativi e familiari di alcune colonne portanti delle filodrammatica; del resto una interruzione dell’attività teatrale si era già verificata qualche anno fa e nessuno aveva posto tanti perché addebitando la colpa al coordinatore.

– Le attività svolte in questi due anni sono state poche e non “qualitative”. I soci, anche nel passato hanno poco frequentato le varie attività escluse le commedie e, in parte, i concerti; ma le attività di un’associazione culturale non possono limitarsi solo alle commedie, che pure sono un’ attività importante e coinvolgente, se interessano solo le commedie fondiamo un’associazione teatrale.

– Il numero delle attività in questi due anni è stato più o meno uguale a quello degli anni precedenti, non ho mai fatto il confronto nè mi interessa farlo.

– Sulla qualità delle attività mi consenta di dissentire fortemente. Fermo restando che quello che si fa si può e si deve fare meglio, l’A.C.T.G in questi ultimi due anni oltre agli incontri letterari, ha portato avanti attività socio/culturali molto seguite che hanno avuto varie fasi e un tempo anche lungo e che hanno coinvolto oltre all’A.C.T.G, che era la promotrice, vari Enti ( Scuola, Amministrazione Comunale, Prefettura, Provveditorato agli studi, Magistratura). Mi riferisco alle attività:

– Codice della strada – viabilità – autovelox, che ha avuto varie fasi durate circa tre mesi e che non sto qui a elencare;

– Mostra fotografica ” Grazzanise a spasso nel tempo” con un’affluenza straordinaria di pubblico proveniente anche fuori da Grazzanise e durata circa 10 mesi dalla fase iniziale alla presentazione dell’opuscolo;

– 1948/2008 – 60 anni di Costituzione, con lavori e successiva premiazioni degli alunni vincitori di tutte le scuole presenti sul territorio, dalle primarie alle superiori;

-Monitoraggio fra gli studenti sulla diffusione dell’alcolismo giovanile ( in collaborazione con gli alunni della scuola media e dell’ITIS “G.Falco”

– Incontro / dibattito su “Cultura e Legalità;

– Incontro sul tema “i cristiani oggi tra convinzione e convenzioni.

Se questi temi per lei non sono qualitativi e non rispondono alla vita socio- culturale del nostro paese, mi dispiace, facciamo quello che possiamo. Non è vero che molti soci non hanno più rinnovato l’adesione; qualcuno è uscito e qualcuno è entrato, il numero è rimasto sostanzialmente quasi lo stesso. Sui soci che pur essendo stati eletti hanno rifiutato di far parte del Coordinamento non so che dire, lo chieda a loro. Dipende dal sistema elettorale che abbiamo adottato (tutti solo eleggibili) per cui può capitare che prenda voti anche chi non ha intenzione di far parte del direttivo. Anche nel passato alcuni eletti hanno rifiutato, io sono uno di questi e nessuno ha mai chiesto il motivo del rifiuto, a me come agli altri.

I motivi per i quali si è organizzato il Concerto di Natale nell’aula consiliare del comune (questo è il pomo della discordia e il vero motivo della sua lettera, mi pare di capire) li ho elencati prima del concerto, li ripeto:

– il tipo di concerto diverso dai precedenti con canti prevalentemente popolari non necessariamente liturgici;

– trovare un ambiente riscaldato per favorire l’esecuzione degli artisti e la partecipazione del pubblico;

– prima non avevamo una sala consiliare ampia, poiché è stato costruita con il contributo di tutti i cittadini è giusto sfruttarla. E’ completamente fuori luogo poi la sua provocazione “tendenziosa” che la concessione della sala consiliare a quattro mesi dalle elezioni possa condizionare il mio voto o quello dei soci o quello dei cittadini. Assolutamente assurdo e pazzesco.

Mi scuso per la lunghezza della lettera ma ho cercato di dare risposte esaurienti perché le domande erano “mirate”. Se questo “sedicente Pasquino” non condivide le nostre attività e non ha il coraggio di presentarsi può creare un’altra associazione, noi siamo disponibili a dialogare; io comunque non risponderò più a lettere non firmate, anzi sono molto sorpreso che un sito pubblichi lettere anonime o con pseudonimi. Se invece questo Pasquino è un socio il momento per muovere delle critiche è durante le assemblee, mi si deve almeno riconoscere che durante i coordinamenti da me presieduti sono state convocate due o tre assemblee ogni anno.

Grazie e buon anno

Michele Petrella Coordinatore A.C.T.G.